Diagnosi Chirurgico - Funzionale

Per definizione la “diagnosi chirurgico-funzionale” è dedicato ai pazienti con lesioni neurologiche (da patologia o da traumi), per i quali la riabilitazione non è sufficiente per riprendere, ad esempio, la deambulazione, quindi si può affermare che la chirurgia funzionale è quella branca della chirurgia che si pone la finalità di migliorare le funzioni motorie attraverso interventi di correzione delle deformità conseguenti a disturbi dell’apparato locomotore di origine traumatica e/o infiammatoria.

 

L’immobilità forzata derivante dalla paralisi, associata alla insorgenza di rigidità muscolare (ipertono), possono far sì che le articolazioni si deformino o si posizionino in modo innaturale rendendo impossibile la loro funzione; la chirurgia funzionale agisce su strutture tendinee e mioarticolari con l’obiettivo di migliorarne la conformazione. Così facendo ci sono alte probabilità che ne verrà facilitata la riabilitazione e ne potranno trarre vantaggio anche i pazienti più gravi, allettati e totalmente dipendenti.

 

L’intervento chirurgico viene in genere consigliato dal fisiatra e dal chirurgo ortopedico per correggere o, talvolta, prevenire deformità importanti e migliorare la mobilità dell’arto coinvolto. Occorre valutare con estrema attenzione lo stato di salute del soggetto in rapporto all’età, al danno presente e alle capacità residue.

 

È bene quindi ricorrere alla chirurgia quando sia il fisiatra che il chirurgo lo consigliano e la fisioterapia non riesce più a compensare il deficit presente.

 

All’interno dello studio Elias di Parma seguiamo solo il post, il chirurgo funzionale corregge le difformità muscolo schelettriche mediante tenotomie, osteotomie, trasposizioni tendinee, artrodesi.