Esame neuropsicologico

Quando parliamo di esame neuropsicologico intendiamo un’indagine complessa del quadro cognitivo ed emotivo-comportamentale di una persona per individuare eventuali aspetti deficitari.

 

L’esame neuropsicologico consiste in uno o più colloqui di screening che hanno come finalità quella di valutare complessivamente le abilità cognitive della persona, la valutazione avviene principalmente attraverso la somministrazione di test validati atti a indagare:

 

- il livello cognitivo globale

- le funzioni cognitive specifiche (ad esempio attenzione, memoria, ragionamento)

- il livello intellettivo

- l'assetto comportamentale ed emotivo-personologico

- il livello delle autonomie

 

Oltre ai test sopra citati, all'interno dello studio fisioterapico Elias, vengono utilizzate metodi che valutano l’assetto emotivo-comportamentale e il livello delle autonomie.

 

Attraverso la collaborazione e la somministrazione di semplici test diviene infatti possibile non solo stilare in modo globale un profilo di funzionamento cognitivo della persona, evidenziandone i punti di forza e quelli di fragilità, ma anche di proporre e predisporre un percorso clinico e preventivo che sia il più possibile “su misura” dell’utente.

 

Attraverso l’utilizzo di questionari relativi alla condotta della persona si esegue un inquadramento comportamentale. Tali questionari sono compilati sia dal soggetto che dai familiari per avere un punto di vista “altro” rispetto alla percezione soggettiva.

Attraverso l’utilizzo di test di personalità e dell’umore si esegue un inquadramento degli aspetti di personalità e degli aspetti relativi al tono dell’umore.

 

L’esame neuropsicologico è suddiviso principalmente in 3 fasi: raccolta anamnestica, valutazione cognitiva e infine restituzione.

 

L’esame prevede anche una fase iniziale di colloquio con la persona ed i suoi familiari sul funzionamento in ambito ecologico (domiciliare, familiare, professionale e sociale), sulle problematiche in essere, il loro decorso e il loro impatto sulla vita quotidiana.

 

L’esame si può dividere in tre macro fasi:

 

Fase 1 - si effettua un colloquio con il paziente e i familiari, raccogliendo più informazioni possibili circa la storia e il funzionamento cognitivo e comportamentale del paziente. In questa fase si richiedono anche gli esiti di eventuali esami strumentali, quali TAC o Risonanza Magnetica, al fine di ottenere informazioni neurologiche dettagliate.


 

Fase 2 - consiste nella somministrazione di specifici test cognitivi per valutare il funzionamento del paziente. Questa fase di screening prevede un incontro durante il quale si somministrano una serie di prove standardizzate per valutare il funzionamento cognitivo globale, le abilità di memoria, quelle attentive, quelle di linguaggio, l’autonomia nel quotidiano e le funzioni esecutive (capacità di astrazione, pianificazione, inibizione e flessibilità mentale).

 

Fase 3 - prevede la restituzione al soggetto e ai familiari. I punteggi ottenuti ai test vengono analizzati e confrontati con i valori normativi (ovvero i punteggi che le persone dello stesso sesso, della stessa età e con la stessa scolarità del paziente ottengono normalmente a ciascuna prova) e sulla base di ciò viene delineato un profilo di funzionamento cognitivo, che verrà presentato e descritto attraverso una breve e semplice relazione. Durante la restituzione, lo psicologo spiega in modo comprensibile quanto emerso dalla visita, evidenziando i punti di forza e di debolezza della persona, ed eventualmente avanza una possibile diagnosi (qualora i dati e le informazioni in suo possesso glielo consentano).

 

 

A conclusione dell’esame, viene stilata una relazione che descrive la diagnosi neuropsicologica, ovvero il quadro cognitivo-comportamentale e funzionale della persona.